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Paragrafo 2 . Il consolidamento del regime totalitario staliniano.

     
La  collettivizzazione dell'agricoltura e l'industrializzazione furono
accompagnate   dal  rafforzamento  del  regime  totalitario,   attuato
attraverso  l'accentuazione  dei poteri dittatoriali  di  Stalin,  dal
potenziamento  del  partito-stato,  da  una  vasta  mobilitazione  del
consenso  e  da  una  spietata repressione del  dissenso,  che  veniva
colpito  proprio come nelle dittature fasciste e naziste.  Stalin  era
riconosciuto  come  autentico interprete ed esecutore  della  dottrina
marxista-leninista;  in quanto tale, egli era  considerato  una  guida
infallibile e indiscutibile, che nel bene e nel male agiva  in  favore
della  collettivit. L'autoritarismo e la repressione, pertanto, erano
temuti,  ma  anche  rispettati o almeno accettati come  necessari  per
difendere  il paese da quelli che la propaganda definiva  "nemici  del
popolo", accusati di ostacolare la crescita economica e militare.
     Il  partito  assunse  le caratteristiche  di  un  potente  quanto
complesso  apparato  tecnico-amministrativo in  grado  di  controllare
tutti  gli  aspetti della vita sociale. Eliminati i  vecchi  esponenti
ritenuti  non  pi  affidabili, attraverso una  capillare  e  spietata
"selezione", esso risult formato da elementi strettamente  legati  al
regime e fedeli al suo capo.
     La   repressione  terroristica,  iniziata  con  il  primo   piano
quinquennale  e  con  la  collettivizzazione,  conobbe   una   tragica
intensificazione  a  partire  dal 1934, dopo  l'assassinio  di  Sergej
Kirov,  influente  membro  della  segreteria  nazionale  del  partito.
L'episodio segn l'inizio del periodo cosiddetto delle "grandi purghe"
(1934-1939), ossia delle epurazioni di massa tramite l'eliminazione di
tutti  coloro  che  erano  considerati  pericolosi  per  il  regime  e
soprattutto  per il potere personale di Stalin. Centinaia di  migliaia
di  "nemici del popolo" vennero sommariamente giustiziati, milioni  di
persone furono imprigionati, deportati in campi di concentramento o di
lavoro, impiegati per l'industrializzazione forzata; incalcolabile  fu
il  numero  delle  vittime. La gestione del vasto e  potente  apparato
terroristico era affidata al "commissariato del popolo per gli  affari
interni" (NKVD), dal quale dipendeva l'amministrazione
     
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     statale  dei  campi  di lavoro (gulag); che crebbe  a  dismisura,
tanto  che  nel 1940 si ritiene esistessero almeno 162  campi  con  un
numero  complessivo  di prigionieri stimato tra  i  dieci  e  i  venti
milioni.
     Il  regime staliniano sottopose ad un rigido controllo  tutta  la
produzione  culturale  ed  artistica;  privata  di  ogni  capacit  di
espressione  autonoma,  essa  venne  compressa  entro  i  limiti   del
cosiddetto  "realismo socialista", finalizzata alla  celebrazione  del
regime e quindi resa convenzionale, fredda e retorica. Cultura, arte e
mezzi  di  informazione furono mobilitati per esaltare  la  figura  di
Stalin,  sino a diffonderne un vero e proprio culto, che rappresentava
una forma di legittimazione sacrale del suo dispotismo.
     In  politica  estera Stalin assunse iniziative volte  a  liberare
l'Unione  Sovietica  dall'isolamento e dall'accerchiamento.  Nel  1932
vennero  firmati patti di non aggressione con la Finlandia, l'Estonia,
la  Lituania,  la  Polonia  e la Francia; a partire  dal  1933  furono
avviate  relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti. Con l'ascesa  del
nazismo in Germania l'attivit diplomatica divenne ancora pi intensa:
nel  1934 l'Unione Sovietica venne ammessa alla Societ delle nazioni;
tra  il  1934 e il 1935 furono sottoscritti patti di mutua  assistenza
con Francia, Cecoslovacchia e Romania; nel 1936 inizi l'invio di armi
e  consiglieri militari alla repubblica democratica spagnola;  analogo
sostegno venne assicurato alla Cina, attaccata dal Giappone nel  1937.
A   partire  dal  1938  l'arrendevolezza  francese  e  britannica  nei
confronti dell'espansionismo tedesco suscit allarme e preoccupazione,
tanto  che, quando l'aggressivit nazista si rivolse verso la Polonia,
il  ministro  degli esteri Vjaceslav Molotov cerc  di  promuovere  un
miglioramento dei rapporti con la Germania, con la quale  sottoscrisse
il  cosiddetto  "patto  di  non  aggressione"  (vedi  capitolo  Dieci,
paragrafo 1).
     Parallelamente alla politica estera sovietica procedeva  l'azione
della  Internazionale comunista. In una prima fase questa indic  come
obiettivo  fondamentale  la lotta contro  il  capitalismo  ed  i  suoi
fiancheggiatori,  tra  i quali inseriva anche i socialdemocratici.  In
seguito  promosse la formazione di un fronte unico di tutte  le  forze
democratiche, per arginare la crescita del fascismo e del nazismo.
